Chanel sotto i riflettori: il nuovo corso creativo di Matthieu Blazy
di Isan Hydi
11/02/2026
Nel panorama dell’alta moda internazionale, il cambio di direzione creativa rappresenta sempre un passaggio delicato, soprattutto quando coinvolge una maison con un’identità così radicata come Chanel, il cui linguaggio estetico è stato costruito nel tempo attraverso figure carismatiche e visioni fortemente riconoscibili. L’arrivo di Matthieu Blazy alla guida delle collezioni segna l’inizio di una fase che il settore osserva con particolare attenzione, perché introduce una sensibilità nuova senza rompere il filo con la tradizione couture che ha reso il marchio uno dei simboli più solidi del lusso europeo.
Un passaggio di testimone in una maison iconica
L’eredità creativa lasciata da Karl Lagerfeld e successivamente da Virginie Viard ha definito per anni l’immaginario della maison, consolidando codici visivi riconoscibili come il tweed, la camelia, le perle e la giacca strutturata. In questo contesto, la scelta di affidare la direzione a Blazy non appare come una rottura netta, bensì come un tentativo di rinnovamento calibrato, capace di mantenere intatta la grammatica stilistica del brand pur introducendo un’interpretazione più contemporanea e meno celebrativa del passato.
Il settore della moda, attraversato da trasformazioni profonde legate ai nuovi consumi e alla ricerca di autenticità, richiede oggi un equilibrio sottile tra heritage e innovazione, e la nuova leadership creativa si inserisce proprio in questa tensione.
La visione stilistica di Matthieu Blazy
Il percorso professionale di Blazy, maturato tra maison di forte identità e sperimentazione materica, si distingue per un’attenzione particolare alla costruzione dell’abito e alla qualità del gesto sartoriale. Nelle prime collezioni presentate sotto la sua direzione, si è percepita una volontà di alleggerire l’impianto scenografico a favore di una narrazione più intima, dove il capo dialoga con il corpo in modo naturale e meno dichiaratamente iconico.
Le silhouette risultano pulite, i volumi misurati, i materiali scelti con cura quasi ossessiva; il risultato non punta all’effetto immediato, ma a una forma di eleganza che si rivela progressivamente. Questa impostazione sembra voler restituire centralità all’atelier, alla manualità e al processo creativo, evitando eccessi concettuali o provocazioni gratuite.
Il mercato del lusso e le aspettative sul brand
Il momento storico in cui si inserisce questa nuova direzione è complesso per l’intero comparto del lusso, chiamato a confrontarsi con un pubblico globale più attento alla coerenza del brand e meno disposto ad accettare operazioni puramente estetiche. Per una maison come Chanel, che fonda il proprio valore su una narrazione consolidata e su un posizionamento altissimo, ogni scelta creativa incide direttamente sulla percezione del marchio nei mercati strategici, dall’Europa agli Stati Uniti fino all’Asia.
La scommessa non riguarda soltanto il linguaggio stilistico, ma anche la capacità di mantenere intatto il prestigio simbolico del brand, continuando a parlare a generazioni differenti senza perdere autorevolezza. In questo senso, il lavoro di Blazy viene osservato come un indicatore della direzione che il lusso intende intraprendere: meno spettacolarizzazione, maggiore attenzione alla qualità reale del prodotto e alla coerenza dell’identità.
Tradizione e contemporaneità: un equilibrio delicato
Il valore di una maison storica risiede nella continuità dei suoi codici, ma la sopravvivenza nel sistema moda dipende dalla capacità di rileggerli con intelligenza, evitando sia l’immobilismo sia la rottura forzata. La nuova fase creativa sembra muoversi proprio su questo crinale, cercando di preservare l’eleganza sobria e la riconoscibilità del marchio, introducendo al contempo una visione più fluida e meno ancorata alla celebrazione nostalgica.
Se il percorso intrapreso riuscirà a consolidarsi, Chanel potrebbe rafforzare ulteriormente la propria posizione nel panorama internazionale, dimostrando che il rinnovamento non passa necessariamente attraverso l’eccesso, ma può svilupparsi attraverso una rilettura misurata e consapevole dei propri codici fondativi.
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Fondatore di Lussomagazine.it e professionista nel mondo del digital marketing e dell’editoria online, cura la linea editoriale del magazine con uno sguardo strategico e culturale. Appassionato di comunicazione, estetica e narrazione, è la voce che guida la visione del progetto.